Perchè cambiare l’ambiente educativo?

L’educazione in natura è una realtà nuova nella cultura e nella legislatura Italiana, essa sta avendo un riscontro incredibile e rappresenta una soluzione per il futuro della pedagogia e dell’evoluzione di tutti noi.

Se da una parte gli “esperti del settore” come psicoterapeuti, educatori e pedagogisti, vedono risultati inconfutabili ed incoraggiano tutti ad intraprendere un percorso simile; dall’altra non possiamo negare che l’opinione pubblica non ha ancora chiaro i benefici e l’importanza di un tale percorso, dubbi avvallati da un impreparatezza a livello burocratico.

Dal canto nostro come mamme ed educatrici questo è quello che possiamo condividere con gli interessati:

Viviamo in un periodo storico di cambiamento, un’evoluzione in cui il rapporto con l’ambiente naturale è necessario per la nostra salvezza. Questa evoluzione porta al benessere, è più salutare e meno onerosa dei metodi adottati fino ad ora.

I bambini, oltre a rappresentare il nostro futuro, sono i primi a beneficiare di questo cambiamento, sono più affini e vicini alle loro origini, alla terra.

Si è vero è più facile, è un’infanzia più lenta con meno obbiettivi,  più naturale; ed è proprio qui il fulcro che in molte famiglie suscita insicurezza: è tutto più facile, il bambino si diverte, non vuole più andare via da Pachamama, la sera è rilassato, non fa più capricci, vuole vivere.

La nostra cultura ci ha insegnato che la crescita di un individuo debba essere sempre associata alla rinuncia, alla fatica, alla frustrazione, accettiamo di lasciare i nostri figli in strutture adulte, noiose e poco attraenti. Perché? “perché ci siamo passati tutti?” e a cosa ci ha portato questa accettazione? Ci ha portato alla felicità? Al successo personale? Che emozioni provano i vostri figli per le regole, gli insegnamenti, la crescita? Questo è il circolo vizioso di una cultura del sacrificio che porta le famiglie a ripercorrere gli sbagli del passato. Un passato violento.

Il nostro approccio ed ambiente è più facile, questo non vuol dire che sia meno efficace, se un bambino associa l’insegnamento ad un momento negativo della propria vita, come potrà essere felice? Essere in grado di evolversi? E badate, un evento negativo non è solo un rimprovero o un insuccesso, ma anche un fastidio, un desiderio negato, sono le urla dei tuoi compagni ed una sedia scomoda.

Per noi diventare adulti deve essere un viaggio felice, audace e coraggioso, una conquista. Non vogliamo aspettare che diventino grandi per curare le ferite, non vogliamo più accettare il passato. Se a Pachamama i bambini stanno bene e vogliono tornarci vuol dire che è un terreno fertile per la loro crescita, non stanno perdendo tempo, sono felici e pronti a diventare adulti consapevoli.

A me, come mamma di due bimbi basta questo per poter cambiare le mie abitudini, per impegnarmi ad una nuova routine. Basta sapere che non dovrò “convincere” i miei figli ad andare a scuola, ma saranno loro a chiedermi di andarci. Non dovrò ricorrere a ripetizioni ed “esperti” per rimarginare le lacune.

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